Carezze per lui

La carezza piu' travolgente, capace di condurre l'uomo in vetta al piacere, e' quella dedicata all'organo genitale. Oggi questa pratica e' sicuramente piu' diffusa di un tempo, anche se esistono ancora molte riserve, che gli uomini preferirebbero fossero gia' superate.

 

Come liberare l'Eros maschile

Il piacere dell'uomo si scatena all'improvviso, senza preamboli, con un'intensita' fortissima. Esiste quindi un solo limite: sapere a che punto fermarsi per non portare troppo in la' il livello dell'eccitazione. Se si raggiunge il punto in cui e' piu' difficile tornare sui propri passi e si decide di interrompere le carezze, l'uomo prova una sensazione sgradevole. Occorre pertanto dosare i giochi d'amore, prestando molta attenzione alle reazioni del partner. Quando il desiderio sembra salire troppo, bisogna interrompere le carezze o cambiarle. Sapersi fermare al punto giusto vuol dire riuscire a prolungare il piacere. L'uomo impara cosi' a controllare la propria eccitazione e ad aspettare, nella fase preliminare, quella della donna. Una partner abile e un uomo paziente possono cosi' prolongare all'infinito le carezze. E la tenerezza che scaturisce da questi gesti e' molto benefica per entrambi. Le attenzioni riservate da lei ai genitali maschili possono avere obiettivi diversi. All'inizio possono essere semplicemente un invito della compagna che vuol fare l'amore. Possono preludere a un incontro sessuale; la donna in questo caso desidera portare al massimo l'eccitazione dell'uomo per rendere ancora piu' grande il piacere del rapporto completo. Ma possono essere anche un ottimo rimedio contro la stanchezza e le preoccupazioni che spesso ostacolono il raggiungimento del piacere da parte dell'uomo.

 

La virilita' chiede dolcezza

Molti uomini possono sentirsi feriti nella propria virilita' a causa di una delusione o di un fiasco sentimentale che li rende piu' fragili. Questi episodi assumono un'importanza rilevante se si tiene conto del valore simbolico dei genitali maschili. Non e' infatti in gioco soltanto il pene. C'e' anche il fallo, cioe' il simbolo della virilita'. Nell'antichita' quest'ultimo e' stato oggetto di venerazione. Rappresentava la potenza assoluta, il principio luminoso, la virilita' trascedentale e magica. Si sa che ogni leggenda, e persino la religione, si ispirano all'inconscio colletivo. Anche ai giorni nostri quindi sicuramente il pene e' qualcosa di piu' dell'organo virile e conserva un significato soprannaturale che trascende quello razionale. E' chiaro, pertanto, il ruolo decisivo della donna nella vita di un uomo: il suo atteggiamento verso l'organo maschile, puo' ferirlo, distruggerlo o salvarlo. Le donne intelligenti, che sanno veramente amare, arrivano anche ad adorare il corpo del compagno anche nelle parti piu' intime, esattamente come lui venera il loro corpo. Non si tratta pertanto di accettare il principio di supremazia del maschio, di avvalorarne la fallocrazia, ma, in una situazione di parita' sessuale, di dare ai genitali maschili il giusto valore, di dedicare loro tenerezza e gratitudine. In questo modo la donna dovra' non solo giocare, ma anche approffondire la sua conoscenza. Riempiendo di premure questa parte del corpo. Coccolandola e adulandola. Anche se non ci crede, l'uomo al quale vien detto che ha il piu' bel pene del mondo, si sente profondamente rivalutato e adora colei che apprezza il centro del suo Io. Toccando questa zona del corpo poi la donna partecipa attivamente allo scambio sessuale: pone fine alla passivita', diventa finalmente artefice e dispensatrice di piacere. E puo' verificare personalmente le proprie capacita' di amante.

 

I gesti che fanno felice l'uomo

Le carezze fatte all'uomo hanno delle sfumature che solo lui e' in grado di percepire. La donna non le conosce istintivamente e non le esegue bene come farebbe lui da solo. Dovra' quindi essere l'amante a spiegare il punto giusto, i gesti coretti, la pressione, il movimento, l'ampiezza, il ritmo e la durata ottimale. I punti devono essere stimolati leggermente e sfiorati delicatamente. Le carezze comprendono tutti i tipi di sfioramento: con la punta delle dita oppure con la pressione o con l'intera mano. La pressione puo' essere continua o a intervalli. Puo' esercitarsi su un punto o con piccoli spostamenti.

 

Per lei

Troppi uomini non sanno trarre piacere dalle carezze delle pieghe piu' intime delle donne. Conoscono poco la sensualita' femminile. Dovrebbero invece interessarsi di piu' a quello che da' piacere alle loro compagne. Sforzandosi di percepire le sfumature della loro sensibilita'.

 

L'unione che dona benessere

Tenera e attenta con la mano, ammirante con gli occhi, la carezza ai genitali femminili valorizza una zona che, paradossalmente, e' al tempo stesso oggetto di desiderio e disprezzo. I primi anatomisti definirono queste parti del corpo, zone vergognose. Anche Freud, uomo geniale, figlio di un secolo nato all'insegna della liberazione sessuale, ha perpetuato il senso di vergogna legato ai genitali femminili. Secondo il padre della psicanalisi, i questi sono la consequenza della castrazione di quelli maschili: la donna e' un uomo mutilato. Freud poi aggiunge che la sola vista della vulva provoca nel maschio il terrore. Viceversa, la vista di un organo maschile provocherebbe nella donna dei complessi e delle invidie. Freud afferma addirittura che i genitali non partecipano della bellezza femminile. Nulla di strano che le donne vivano cosi' male il proprio sesso, visto che e' stato tanto svalutato. Si capisce quindi quale tenerezza provi colei che ha al suo fianco un uomo senza tabu'. Un maschio che, senza provare alcun disgusto, appoggi la mano o gli occhi sui suoi genitali. Intimamente rivalutata, si sente fiera di essere donna; le carezze quindi agiscono sia sulla psiche sia sull'erotismo.

 

E' piu' bello senza fretta

Accarezzarsi non significa necessariamente arrivare al coito o all'orgasmo. Se si parte dal principio che un contatto non deve necessariamente avere un fine, che ci si puo' toccare soltanto per il piacere di toccarsi, si allarga il campo del desiderio e la gamma delle sensazioni. Se la donna raggiunge l'orgasmo va tutto bene. Se reclama un rapporto completo sinceramente, e non per abbreviare un incontro penoso, va ancora meglio. Ma non e' detto che il rapporto debba concludersi quando si raggiunge il culmine del piacere. La "carezza gratuita", quella cioe' senza uno scopo preciso consente alla donna di liberarsi da una tirannia che mortifica la sua sensualita' e le impedisce di ampliarla. Quando non si voglia raggiungere l'orgasmo, bisogna evitare il punto di "difficile ritorno", limitando la stimolazione. Ma se ci si spinge troppo oltre bisogna proseguire fino in fondo. In nessun caso l'uomo dovra' fermare unilateralmente il rapporto. E se e' lui a essere sorpreso dall'orgasmo prima del previsto? Cerchera' di compensare l'amata, fino a ristabilire una situazione di equilibrio. Alcuni uomini pensano di non essere capaci di trattenere il loro piacere. Se si parte pero' dal principio che una carezza non e' una corsa verso un preciso obiettivo, si puo' riuscire a frenare il proprio ardore. Quando invece la donna lo desidera ma non riesce a raggiungere il piacere? Lui deve regalarle molta tenerezza, accarezzandola tutta.

 

Alle donne piace cosi'

Le carezze nelle parti piu' intime femminili devono essere leggere, seguire le linee naturali con tenerezza. Nessun tocco e' cosi' vellutato e delicato. Molti uomini ignorano l'esistenza della clitoride. E troppi amanti non sanno stimolarla. Le donne pero' chiedono di essere accarezzate di piu' e meglio. Anche loro quindi dovrebbero decidersi a superare i falsi pudori e le inutili timidezze e a esprimere i loro bisogni di carezze. I punti piu' sensibili, la pressione, il movimento, il ritmo piu' giusto, si trovano per tentativi, tenendo ben presenti le reazioni della compagna: il respiro, le parole e i movimenti sono tutti indici di gradimento.

 

Quell'attimo di estasi

E' la piu' intensa esperienza di piacere. La parola orgasmo deriva dal greco orgasmos e significa pieno di ardore. Questa esperienza si avvicina molto allo stato di trance. Occupa tutta la coscienza, cancella tutti i pensieri, annulla la nozione del tempo e dello spazio. E' esaltazione, rapimento. Nella donna esiste un solo orgasmo, inteso come piacere acuto. E' quello che interessa le zone genitali. A seconda pero' del suo punto di partenza puo' assumere sfumature diverse. Il piacere clitorideo e' il meglio localizzato, il piu' acuto e intenso. E' una sensazione eletrizzante o snervante. Il piacere vaginale e' piu' diffuso e profondo. Si impossessa della mente e porta con se' un appagamento maggiore.

 

Sensazioni travolgenti fino all'ultimo respiro

Durante un incontro intimo l'attivita' respiratoria cambia a seconda delle sensazioni che si provano. E assume forme tipiche: e' nasale quando l'eccitazione non e' ancora all'apice, orale quando si fa piu' intensa. Il piacere viene scandito anche dal ritmo del respiro. Profonde e ampie inspirazioni si alternano a momenti in cui l'aria viene trattenuta. E liberata, alla fine della sua corsa, con un'espirazione repentina e piena di slancio. Il passaggio dell'aria nella gola puo' provocare mormorii, suoni dolcissimi e altri rumori suggestivi. Quando il piacere raggiunge il suo culmine, possono verificarsi una o piu' espirazioni ampie che segnalano la fine della tensione e il ritorno alla tranquillita'. Sono i sospiri di benessere. I suoni vocali si confondono con quelli del respiro. Si tratta di un linguaggio che e' quasi impossibile descrivere ma che risulta intelleggibile a tutti gli innamorati, perche' dall'orecchio va direttamente al cuore.

E i movimenti? Variano. La regione accarezzata puo' immobilizzarsi, come per abbandonarsi, oppure tendersi verso la mano come per offrirsi e per richiedere, ancora e sempre, un maggior piacere. Anche le zone piu' lontane da quelle interessate possono manifestare il loro godimento. La testa, per esempio, puo' girarsi da una parte all'altra, abbandonarsi o raddrizzarsi. La mano battere contro il materasso o la schiena del partner, oppure aggrapparsi a lui. Le gambe possono vibrare, piegandosi o distendendosi alternativamente. Il corpo intero puo' arcuarsi. E le parole accompagnare le mani nell'indicare le parti del corpo che regalano il piacere piu' intenso. Le zone erogene, il graduale raggiungimento del piacere e il suo grado di intensita' possono essere percepiti facilmente anche da un partner cieco o sordo. E questo perche' la pelle ha un suo linguaggio chiaro e preciso. La parte che viene piacevolmente stuzzicata, infatti, si carica di una sensibilita' elettrizzata e magnetica. Non si riesce, forse, a percepire anche a occhi chiusi, le qualita' di un oggetto semplicemente toccandolo? Non si percepisce immediatamente il grado di calore e tutte le sfumature della sua consistenza? I recettori cutanei insomma sanno cogliere una scala di sfumature sensoriali molto piu' ampia degli altri sensi. Il piacere, quindi, si legge con il tatto.

 

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